Privateer, la società co-fondata da Wozniak, punta a migliorare il tracciamento degli oggetti spaziali

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Privateer, la società co-fondata da Wozniak, punta a migliorare il tracciamento degli oggetti spaziali

Il 4 marzo 2022 una parte di un razzo si è schiantata sulla faccia nascosta della Luna. Interessante notare che dopo un’iniziale identificazione come il secondo stadio di un Falcon 9 (missione DSCOVR) è stato successivamente ricondotto a una parte di un Lunga Marcia 3C che ha portato in orbita la missione Chang’e-5 T1. Il problema è che l’effettiva certezza non c’è. Questo perché i sistemi di tracciamento degli oggetti spaziali hanno ancora grossi limiti.

privateer

Privateer è una nuova società, co-fondata da Steve Wozniak (noto per essere co-fondatore di Apple insieme a Jobs), che si propone come un aiuto agli attuali sistemi di tracciamento degli oggetti spaziali in orbita. La sua sede è a Maui (nelle Hawaii) e proprio in questi giorni ha presentato Wayfinder, ossia uno strumento che permette una visualizzazione semplificata degli oggetti spaziali, detriti compresi.

Privateer punta a migliorare il tracciamento degli oggetti spaziali

Con Wayfinder (che è solo il primo strumento della società) l’utente può trovare in un’unica schermata i dati provenienti dal comando spaziale degli Stati Uniti, SeeSat-L, Planet Labs e JSC Vimpel. Il sistema si basa su ASTRIAGraph che è stato realizzato dal professor Moriba Jah (ora parte di Privateer come capo scienziato).

L’analisi della tipologia di oggetto oltre alla sua orbita aiuterà nella gestione del traffico spaziale e a prevenire possibili incidenti. Con l’aumentare dei satelliti in orbita diventerà sempre più importante avere accesso a dati precisi e puntuali su ciò che accade nelle diverse quote. Lo stesso Jah ha paragonato Wayfinder a Waze (l’app per il monitoraggio del traffico). Le possibilità offerte potrebbero portare allo sviluppo di missioni per la rimozione dei detriti spaziali oppure della manutenzione dei satelliti.

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Come detto, Wayfinder però è solo l’inizio. In futuro sarà disponile anche un servizio per il calcolo delle traiettorie. Ci sarà una versione base che Privateer fornirà gratuitamente una previsione con 24 ore di anticipo. Si pagherà per avere le previsioni con 72 ore d’anticipo in orbita bassa terrestre e fino a sette giorni per l’orbita geostazionaria. Questo permetterà da un lato ai futuri clienti di provare il servizio, dall’altro di acquisire soldi per sviluppo e sostentamento per la società.

Un’altra possibilità è quella di fornire servizi personalizzati in base alle esigenze del cliente. Questo consente a quest’ultimo di avere solo i dati d’interesse e non dover pagare per qualcosa che non gli è effettivamente utile. Per migliorare ulteriormente i dati acquisiti Privateer lancerà (entro la fine del 2022) un Cubesat 3U chiamato Pono-1 con vita operativa di quattro mesi. Questo sarà solo un dimostratore tecnologico e in generale la società non vuole iniziare a realizzare una costellazione (proprio per evitare l’aumento della “spazzatura spaziale”). Il Cubesat avrà 42 sensori, dei quali 12 ottici e 30 non ottici (con la precisione di 4 µm per questi ultimi) e sarà realizzato in fibra di carbonio.

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