Samsung come OnePlus: throttling sui Galaxy e prestazioni ridotte con alcune app

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Samsung come OnePlus: throttling sui Galaxy e prestazioni ridotte con alcune app

Da alcune generazioni gli smartphone implementano hardware molto potente, spesso sovradimensionato rispetto alle attività che si compiono in mobilità. E, per ottimizzare i consumi e aumentare l’autonomia su singola carica, i produttori talvolta limitano le prestazioni grezze di CPU e GPU quando l’OS rileva app in esecuzione poco esigenti in termini di potenza di calcolo. E’ successo con OnePlus, e ancor più di recente pare che anche Samsung lo stia facendo con i flagship della serie Galaxy S.

Gli smartphone Samsung vengono forniti con l’app nativa Game Optimizing Service, preinstallata anche sugli ultimi Galaxy S22. L’app non può essere né disinstallata né disattivata, e non viene descritta in alcun modo all’interno delle schermate del sistema operativo. Per logica dovrebbe ottimizzare le prestazioni con i videogiochi, presumibilmente per migliorarne l’efficienza.

Throttling su alcune app nei device mobile Samsung

Quanto invece descrivono gli utenti degli smartphone Samsung (Fonte: Android Authority) è leggermente diverso, visto che GOS opererebbe sia con i giochi, spesso limitando le prestazioni e peggiorando l’esperienza, sia con migliaia di applicazioni. La problematica è stata dimostrata anche attraverso un video esplicativo su YouTube, in cui si può vedere come con GOS disattivato le app sfornino prestazioni sensibilmente superiori. Cambiando il nome del package delle app, infatti, lo youtuber è riuscito a disattivare il throttling che altrimenti sarebbe stato imposto dal GOS.

Il servizio è capace di rilevare migliaia di applicazioni, fra cui anche app molto popolari come Instagram, Netflix, TikTok e anche alcuni servizi di Google, mandando in throttling l’hardware integrato nei dispositivi. Fra le circa 10 mila app coinvolte, però, vengono escluse le suite di benchmark più popolari (3D Mark e Geekbench, facendo un paio di esempi).

Rimangono sconosciute le motivazioni ufficiali dietro alla scelta di Samsung, ma è facile pensare che – come già detto – si tratta di un trucco per ottimizzare l’autonomia dei dispositivi. Limitare le prestazioni sulla base della singola app in esecuzione, specie se non richiede la piena potenza dell’hardware integrato, consente una maggiore efficienza in termini di consumi energetici, tuttavia è chiaro che in questo caso Samsung ha esagerato andando a deteriorare l’esperienza d’uso per diversi utenti. Sarebbe infatti più opportuno lasciar scegliere all’utente, a nostro avviso, il comportamento del dispositivo in questi particolari ambiti.

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Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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