Microsoft Defender for Cloud ora protegge anche la nuvola di Google

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Microsoft Defender for Cloud ora protegge anche la nuvola di Google

Stiamo attraversando una fase di grandi cambiamenti: la pandemia ha messo in grossa difficoltà la catena di approvvigionamento mondiale e le organizzazioni si sono dovute confrontare con nuove minacce (ransomware in primis). In questo periodo, le piattaforme cloud, mobile ed edge hanno guidato l’innovazione e hanno assicurato la regolarità del business: gestire questo mix di tecnologie è piuttosto impegnativo e il SOC (Security Operation Center) deve essere in grado di garantire la protezione di dispositivi, dati, app, infrastruttura e altro ancora. In questo mondo multi-cloud e multipiattaforma diventa fondamentale identificare ogni possibile criticità e debolezza. 

Microsoft è il primo fornitore di cloud con protezione multi-cloud nativa per le principali piattaforme del settore

Secondo il report “Flexera 2021 State of the Cloud”, il 92% degli intervistati ha dichiarato di utilizzare una strategia multi-cloud, affidandosi a più fornitori di servizi cloud. Una recente ricerca commissionata da Microsoft ha evidenziato come il 73% degli intervistati abbia difficoltà nel gestire ambienti multi-cloud. Per questo motivo diventa prioritario fornire delle soluzioni di sicurezza che siano in grado di offrire una protezione completa e siano semplici da gestire. I criminali informatici, infatti, sfruttano questa complessità a proprio vantaggio, perché sanno quanto è difficile per i responsabili IT proteggere tutti gli ambienti delle diverse piattaforme utilizzate.

Microsoft ha annunciato una serie di novità per ridurre le aree di esposizione delle piattaforme cloud: a tal proposito, le funzionalità native di Microsoft Defender for Cloud per la gestione dei workload e del livello di sicurezza saranno estese alla Google Cloud Platform (GCP)Si tratta di una funzionalità che si va ad aggiungere al supporto già esistente di Azure e AWS: Microsoft diventa così il primo fornitore di cloud con protezione multi-cloud nativa per le principali piattaforme del settore. Il supporto per GCP viene fornito con un’esperienza di onboarding semplificata, con più di 80 raccomandazioni out-of-the-box per rafforzare gli ambienti dei clienti e molto altro ancora. Il Multicloud Secure Score, invece, permetterà alle aziende di avere una visione centrale della loro sicurezza attraverso le diverse piattaforme cloud, mentre il provisioning automatico assicurerà protezione immediata alle nuove risorse aggiunte all’ecosistema.

Per molte organizzazioni gestire le autorizzazioni nei loro ambienti multi-cloud e rafforzare la loro posizione di sicurezza Zero Trust sta diventando problematico. Per risolvere questo problema, Microsoft lo scorso anno ha acquisito CloudKnox Security, un’azienza specializzata nel Cloud Infrastructure Entitlement Management (CIEM). È finalmente disponibile come preview pubblica il CloudKnox Permissions Management che permette alle organizzazioni di avere una maggiore visibilità e controllo della gestione dei permessi aumentando le loro posture Zero-trust su tutte le piattaforme utilizzate.

Per migliorare la protezione e la sicurezza per le aziende, Microsoft ha aggiornato anche il suo portfolio di soluzioni: per rendere l’elaborazione dei pagamenti più sicura è stata lanciato HSM di Azure Payment, un servizio capace di garantire che tutte le transazioni elaborate nel cloud siano effettuati in modo sicuro. Inoltre, sono state estese le funzionalità di Azure Active Directory (Azure AD) che potrà proteggere le identità dei carichi di lavoro per servizi e app, soprattutto perché più clienti trasferiscono i propri carichi di lavoro nel cloud.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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