Guerra in Ucraina: quali conseguenze per il programma spaziale della Russia?

Another ICT Guy

Guerra in Ucraina: quali conseguenze per il programma spaziale della Russia?

Con l’attacco della Russia all’Ucraina molte sono state le ripercussioni anche in termini di scambi economici e tecnologici. Nella serata di ieri (ora italiana) il presidente statunitense Joe Biden ha annunciato che gli Stati Uniti imporranno una serie di restrizioni a ciò che sarà acquistabile e questo affliggerà, tra gli altri, anche il programma spaziale russo.

spazione spaziale guerra

Non solo gli USA si sono espressi in merito. Anche Boris Johnson (primo ministro del Regno Unito) ha dichiarato che “finora sono stato ampiamente favorevole alla continua collaborazione artistica e scientifica, ma nelle circostanze attuali è difficile vedere come anche quelle possano continuare normalmente” in risposta a una domanda che faceva riferimento alla Stazione Spaziale Internazionale. L’Unione Europea e l’ESA sono anch’esse coinvolte e potrebbero esserci problemi in futuro nella gestione delle varie operazioni congiunte.

Guerra in Ucraina: le possibili conseguenze per i programmi spaziali

Dopo che Joe Biden ha tenuto il suo discorso sulla guerra in Ucraina, a rispondere con una serie di tweet è stato il direttore generale di Roscosmos, Dmitry Rogozin (sottintendendo come Biden sia affetto da Alzheimer). Nei brevi messaggi, l’alto dirigente dell’agenzia spaziale russa, ha fatto dichiarazioni pesanti per quanto “ipotetiche” attaccando principalmente gli USA.

vulcan

Per esempio Rogozin ha sottolineato come dal 2014 gli USA hanno bloccato l’accesso da parte della Russia alla microelettronica necessaria per il lancio di razzi spaziali. Questo però, ha sottolineato il dirigente, non ha fermato la costruzione di navicelle russe. Inoltre è gli Stati Uniti hanno bloccato la possibilità per società come ULA (United Launch Alliance) di comprare i motori russi RD-180. Quest’ultima ha già tutti i motori necessari per completare i lanci previsti per il vettore Atlas V. ULA non avrà poi alternative se non passare al nuovo Vulcan Centaur con motori BE-4 di Blue Origin, realizzati negli USA.

La stazione spaziale e le tensioni internazionali

Si passa poi al tema spinoso della vita dell’ISS. La stazione spaziale dovrebbe completare la sua vita operativa a fine 2030 e deorbitare nel 2031. Proprio in questo periodo erano in corso le trattative con la NASA e l’ESA che stavano tentando di convincere Roscosmos a continuare la collaborazione.

Il segmento russo è fondamentale per la sopravvivenza della ISS. Rogozin ha ricordato come la stazione spaziale ha bisogno delle Progress MS per correggere la propria orbita ed evitare detriti spaziali. Il dirigente ha aggiunto che “se blocchi la cooperazione con noi [ndr. Russia/Roscosmos], chi salverà la ISS dal deorbitare in maniera incontrollata e cadere sugli Stati Uniti o l’Europa? C’è anche la possibilità di far cadere una struttura da 500 tonnellate in India e Cina. Vuoi minacciarli con una prospettiva del genere? La ISS non sorvola la Russia, quindi tutti i rischi sono tuoi”.

In un comunicato ufficiale (diffuso dopo le dichiarazioni di Rogozin) l’agenzia spaziale statunitense ha comunque assicurato che “la NASA continua a collaborare con tutti i nostri partner internazionali, inclusa la State Space Corporation Roscosmos, per le operazioni di sicurezza in corso della Stazione Spaziale Internazionale. Le nuove misure di controllo delle esportazioni continueranno a consentire la cooperazione spaziale civile USA-Russia. Non sono previste modifiche al supporto dell’agenzia per le operazioni in orbita e della stazione di terra in corso.” In generale quindi non c’è un pericolo immediato di ripercussioni da parte della Russia, anche se le parole del direttore generale di Roscosmos sono state particolarmente pesanti (soprattutto nei toni utilizzati).

iss

L’ESA attraverso il suo direttore generale Josef Aschbacher ha dichiarato “nonostante l’attuale conflitto, la cooperazione spaziale civile rimane un ponte. L’ESA continuerà a lavorare su tutti i suoi programmi, inclusa la ISS e la campagna di lancio di ExoMars, al fine di onorare gli impegni con gli Stati membri e i partner. Continueremo a monitorare l’evolversi della situazione”. Ricordiamo che ExoMars 2022 è un programma congiunto ESA/Roscosmos e non è pensabile nel breve periodo un cambiamento radicale a livello tecnico. Il lander Kazachok è di origine russa e il lancio, previsto a settembre, sarà fatto su un razzo russo Proton-M dal cosmodromo di Bajkonur (che è gestito da Roscosmos).

I lanci dei satelliti di OneWeb (società del Regno Unito) avvengono grazie ai razzi Soyuz. Un momento importante sarà il lancio del 6 aprile di due satelliti Galileo dell’ESA a bordo di un vettore russo Soyuz che si trova nello spazioporto europeo della Guyana francese. A complicare la questione c’è anche la fornitura di reagenti. A bordo dei razzi Soyuz viene utilizzato perossido di idrogeno altamente concentrato realizzato dall’azienda tedesca Evonik Resource Efficiency. Quest’ultima potrebbe non poterlo più esportare in Russia a causa delle restrizioni.

Idee regalo,
perché perdere tempo e rischiare di sbagliare?

REGALA
UN BUONO AMAZON
!

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.