Meno virus sugli smartphone ma più complessi

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Meno virus sugli smartphone ma più complessi

Cala nel 2021 il numero di attacchi informatici verso gli smartphone ma cresce la complessità delle minacce. Nel suo ultimo Mobile Threats Report 2021, l’agenzia di sicurezza Kaspersky ha evidenziato un aumento costante nella pericolosità delle strategie che i criminali usano per violare i telefonini degli utenti, soprattutto per sottrarre informazioni finanziarie. Ciò a fronte di una diminuzione degli attacchi mobili in generale, che passano dai 63 milioni del 2020 ai 46 milioni registrati nel 2021. Lo scorso anno, secondo gli esperti, sono raddoppiati i programmi malevoli in grado di eseguire comandi da remoto, i cosiddetti ‘trojan’, che agiscono sullo smartphone senza che il reale possessore se ne accorga, per inviare informazioni e spostare valute su altri conti.

Nel 2021, Kaspersky ha rilevato più di 95.000 nuovi trojan per il mobile banking. In Italia, lo 0,29% delle persone oggetto della ricerca, che usano un’app di protezione Kaspersky, è stata vittima di violazione e furto. “Ci sono stati meno attacchi per mobile in generale, ma quelli rilevati sono di tipo più complesso e più difficili da intercettare” ha spiegato Tatyana Shishkova, security researcher di Kaspersky. “I cybercriminali tendono a mascherare le app malevole sotto le spoglie di applicazioni legittime e con quelle per il mobile banking sempre più diffuse, le chance di violazione redditizia si sono moltiplicate notevolmente”. Nel nostro Paese, sono stati registrati 209.482 attacchi complessivi indirizzati ai cellulari, per un totale di 28.131 utenti colpiti. La minaccia più diffusa ha riguardato gli adware (44%), software che mostrano annunci in maniera intrusiva, seguiti da malware (40%) e RiskWare (15%), programmi legittimi che possono causare danni se vengono sfruttati da utenti malintenzionati allo scopo di eliminare, bloccare, modificare o copiare i dati. Kaspersky individua in “Sova” uno dei principali trojan bancari emersi nel 2021. Questo è in grado di rubare la cronologia di utilizzo dei dispositivi infettati, ottenendo così l’accesso agli account delle applicazioni di mobile banking, senza necessariamente conoscere le credenziali di ingresso. Lo scorso anno, i cybercriminali hanno preso di mira anche i videogiocatori.

Gli esperti parlano di trojan “gamethief”, ossia capace di entrare nei giochi più rinomati per trasferire o vendere premi e monete digitali e guadagnare immediatamente dal furto. Uno dei videogame più colpiti è stata la versione mobile di PlayerUnknwon’s Battlegrounds PUBG, un titolo simile al famoso Fortnite.
   

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