La Cina modifica l’orbita di un satellite grazie a un secondo satellite, per la prima volta

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La Cina modifica l’orbita di un satellite grazie a un secondo satellite, per la prima volta

Anche se il programma spaziale della Cina affonda le sue radici qualche decina di anni fa, è solo negli ultimi anni che si è assistito a un crescendo nelle operazioni in orbita e alla complessità delle missioni che la nazione asiatica sta portando a termine a ritmo serrato. Si può citare per esempio l’orbiter Tianwen-1 e il rover Zhurong su Marte, le missioni lunari Chang’e-4 e Chang’e-5, la costruzione della stazione spaziale cinese e il lancio di oltre 400 razzi della serie Lunga Marcia.

cina satellite modifica orbita

I programmi futuri sono ancora più ambiziosi. Se tutto andrà come previsto, la Cina cercherà di sbarcare sulla Luna entro il 2030 e negli anni successivi di costruire una stazione lunare di ricerca (insieme alla Russia e altre nazioni). Ma non è finita qui! Recentemente in un nuovo test, un satellite ha modificato l’orbita di un altro satellite attivamente. Per quanto non sia una “prima assoluta” a livello internazionale (gli USA sono arrivati prima), questo potrebbe avere prospettive interessanti legati alla mitigazione dei detriti spaziali ma anche come possibile “strategia offensiva” nei confronti delle unità di altre nazioni.

La Cina modifica l’orbita di un suo satellite, con un altro satellite

Secondo quanto riportato dall’astronomo Jonathan McDowell e dall’esperto delle attività spaziali cinesi Andrew Jones, la missione è stata pensata principalmente per ridurre l’impatto dei detriti spaziali in orbita consentendo di spostare satelliti non più attivi in “orbite parcheggio” dove non possono creare problemi.

Il satellite Shijian-21 (lanciato a ottobre 2021) ha agganciato in orbita un vecchio satellite cinese ormai non più funzionante, Beidou-2 G2, che si trovava in orbita geostazionaria. La sfida è quella di riuscire ad avvicinarsi all’obiettivo, agganciarlo e modificarne l’orbita senza comprometterne la struttura. Shijian-21 nei mesi scorsi aveva effettuato alcuni test avvicinandosi ad altri satelliti senza però modificarne la traiettoria. Il primo avvicinamento è stato segnalato il 24 dicembre 2021, il 9 gennaio si è sganciato e allontanato fino a 2000 km e poi riavvicinato il 20 gennaio.

cina satellite

Analisi perigeo/apogeo: in rosso il Beidou, in blu lo Shijian (fonte)

La scelta è stata quella di spostare il satellite non funzionante (dal 2009) dall’orbita geostazionaria (GEO) a 36 mila chilometri di quota in zona equatoriale a una più elevata, di oltre 3000 chilometri, che non viene utilizzata da satelliti attivi. Due giorni fa, il 26 gennaio, Shijian-21 si è poi sganciato correttamente da Beidou-2 G2 e tornando ad avere un’orbita simil-GEO (290 x 3100 km). Del satellite non più funzionante non si hanno invece rilevamenti da qualche giorno.

satellite cina

Le informazioni precise sul funzionamento di Shijian-21 non sono state rilasciate pubblicamente. Questo ha indotto gli osservatori internazionali a pensare che ci possano anche essere tecnologie potenzialmente offensive che potrebbero essere sfruttate dalla Cina in futuro. Una campagna estensiva di rimozione dei detriti spaziali dalle principali orbite commerciali è un obiettivo condiviso da molte agenzie e società private. Bisognerà comunque pensare anche al potenziale offensivo di questo genere di tecnologie.

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