L’email di Elon Musk ai dipendenti di SpaceX sui problemi di produzione dei motori Raptor

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L’email di Elon Musk ai dipendenti di SpaceX sui problemi di produzione dei motori Raptor

Con il progresso nello sviluppo di Starship (composta dalla navicella Ship e dal grande razzo Super Heavy), SpaceX avrà bisogno di molti motori Raptor per riuscire ad arrivare a una cadenza di lanci profittevole. Per dare un’idea della cifre in gioco: Ship ha bisogno di 3 motori Raptor atmosferici e 3 motori Raptor per il vuoto (RVac). Super Heavy invece attualmente ha 29 motori Raptor atmosferici ma nella versione definitiva dovrebbero essere 33.

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Questo significa avere una fornitura di componenti molto elevata con una produzione che dovrà essere a ritmo serrato per i prossimi mesi. Per questo è in fase di ampliamento lo stabilimento di McGregor (Texas) mentre a Hawthorne (California) c’è attualmente la linea principale di assemblaggio. Elon Musk ha dichiarato in una email di essere “preoccupato” proprio dalla capacità produttiva di SpaceX proprio in merito ai motori che attualmente rappresentano il “collo di bottiglia”.

L’email di Elon Musk sui motori Raptor e il fallimento di SpaceX

In una email interna trapelata, Elon Musk esprime la preoccupazione per la situazione relativa alla produzione dei motori Raptor. Questo potrebbe comportare gravi danni a SpaceX ritardando i piani di lancio e quindi l’arrivo alla profittabilità del progetto Starship. Per questo ha spronato i propri dipendenti a dare il massimo, anche nel periodo di festività.

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Nella email, qui di seguito, si fa riferimento a un dirigente: il suo nome è Will Heltsley. Si tratta dell’ex-capo della divisione propulsione di SpaceX entrato a far parte della società nel 2009 e con l’attuale ruolo dal 2018. Le sue dimissioni sarebbero dovute agli scarsi progressi nell’ottimizzazione dei Raptor. Heltsley si unisce così a Lee Rosen e Rick Lim, altri due dirigenti che hanno lasciato la società di Musk negli ultimi mesi.

Il 30 Novembre Musk ha anche aggiunto che i problemi alla produzione dei motori Raptor sarebbero in via di risoluzione. Non è chiaro però quali fossero le cause. Sempre nello stesso giorno ha anche sottolineato come il programma Starship di SpaceX sia ambizioso in quanto la sua capacità di carico sarà elevata rispetto a tutta la concorrenza (e che sarà necessaria per “estendere la vita su Marte”).

L’email di Elon Musk diretta ai dipendenti di SpaceX

Nella email interna viene scritto che “sfortunatamente, la crisi produttiva dei Raptor è molto peggiore di quanto non fosse sembrata poche settimane fa. Poiché abbiamo approfondito i problemi successivi alle dimissioni del precedente senior management, sfortunatamente si sono rivelati molto più gravi di quanto riportato. Non c’è modo di addolcire questo punto. Stavo per prendermi questo fine settimana libero, come il mio primo fine settimana libero da molto tempo, ma invece sarò sulla linea Raptor tutta la notte e per tutto il fine settimana. A meno che non abbiate questioni familiari critiche o non possiate tornare fisicamente a Hawthorne, avremo bisogno di tutte le mani sul ponte per riprenderci da quello che è, francamente, un disastro. Le conseguenze per SpaceX se non riusciremo a produrre Raptor abbastanza affidabili è che non potremo far volare Starship, il che significa che non potremo far volare i satelliti Starlink V2. I satelliti V1, di per sé, sono finanziariamente deboli, mentre i V2 sono forti. Inoltre, stiamo portando la produzione di terminali a diversi milioni di unità all’anno, il che consumerà enormi capitali, supponendo che i satelliti V2 saranno in orbita per gestire la domanda di larghezza di banda. Questi terminali saranno inutili altrimenti. Il risultato è che affrontiamo un reale rischio di bancarotta se non riusciremo a raggiungere una ritmo di volo di Starship di almeno una volta ogni due settimane l’anno prossimo. Grazie, Elon”.

Il problema dei motori Raptor

Bisogna considerare che per quanto il ritmo di costruzione di Starship sia elevato vista anche la grandezza del vettore, i primi modelli saranno “sacrificati” per i test. Anche ammettendo che i test orbitali iniziali abbiano successo, non è previsto l’atterraggio su piattaforme o sulla terraferma. Questo significa che almeno una Ship e un Super Heavy (con complessivamente 35 motori Raptor) andranno distrutti.

Rimane poi probabile che anche alcuni test successivi non saranno completati con successo portando alla distruzione di altre unità. Ci sono poi motori che potrebbero non essere considerati abbastanza affidabili o che potrebbero danneggiarsi durante gli static fire. Le unità necessarie a SpaceX saranno quindi molte più di quelle realmente impiegate.

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Secondo le stime di Elon Musk, ci si aspetta che dallo stabilimento di McGregor possano uscire dai due ai quattro motori Raptor giornalmente (se le premesse saranno mantenute). Non sono chiare però le tempistiche effettive su quando questo dovrebbe accadere.

Per riuscire a mantenere i prezzi dei contratti con la NASA e altri partner competitivi probabilmente il margine attuato dalla società è molto più basso della concorrenza. Lo stesso si può dire dei terminali per Starlink che vengono prodotti in perdita, anche se pian piano questo fattore si sta riducendo.

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