El Salvador vuole costruire Bitcoin City: sarà finanziata con i Bitcoin bond

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El Salvador vuole costruire Bitcoin City: sarà finanziata con i Bitcoin bond

El Salvador, il piccolo stato centro-americano che per primo ha deciso di abbracciare Bitcoin come valuta a corso legale, sembra ora dirigersi verso un futuro in cui la criptovaluta sia completamente integrata nella vita del Paese. E’ di questi giorni infatti la notizia dell’annuncio di voler realizzare una “Bitcoin City” nella quale vi sarà un regime fiscale particolarmente vantaggioso.

L’annuncio è stato dato dal presidente Nayib Bukele in occasione di un evento promozionale per Bitcoin. Secondo quanto si apprende la città verrà costruita nella regione orientale di La Union, alimentata con energia geotermica attinta da un vulcano, sarà caratterizzata da una pianta circolare e comprenderà aree commerciali e residenziali, un aeroporto e una piazza centrale disegnata per assomigliare al simbolo di Bitcoin quando osservata dall’alto.

Bitcoin City: in El Salvador la città esentasse per le criptovalute

La città, come detto, avrà un regime fiscale particolarmente favorevole: nessuna tassazione eccezion fatta per l’IVA. Secondo Bukele questa mossa potrà “rendere El Salvador il centro finanziario del mondo”. Secondo i piani annunciati i residenti di Bitcoin City potranno realizzare guadagni dai loro investimenti in criptovalute senza essere soggetti ad alcuna tassazione: “Investite qui e guadagnate tutti i soldi che volete” ha affermato il presidente.

Metà del gettito generato dall’IVA sarà impiegata per pagare i servizi come la raccolta dei rifiuti, mentre l’altra metà verrà usata per finanziare le obbligazioni emesse per la costruzione della città. Il Paese infatti inizierà ad emettere già a partire dal 2022 i primi “Bitcoin bond”, ovvero obbligazioni denominate in dollari che saranno però collegate alla criptovaluta. Le operazioni di costruzione della città potranno avere un costo stimato in 300 mila bitcoin.

I Bitcoin bond saranno normali titoli di credito a scadenza 10 anni e con tasso del 6,5%. La particolarità di queste obbligazioni è la “tokenizzazione”, e cioè la rappresentazione su blockchain, tramite appunto token, di qualsiasi asset fisico o digitale. In altri termini tuttò ciò che può essere oggetto di proprietà può essere tokenizzato e frazionato e a valle di questo processo i token possono essere venduti e scambiati.

Una singola obbligazione tokenizzata da 1 miliardo di dollari permetterà quindi consentire di effettuare investimenti anche con solamente 100 dollari. L’emissione di queste particolari obbligazioni avverrà tramite Liquid Network (una sidechain di Bitcoin) e sarà operata dal punto di vista tecnico con l’aiuto di Blockstream, società canadese impegnata nello sviluppo di prodotti e servizi per la custodia e il trasferimento di asset digitali.

Samson Mow, Chief Strategy Officer di Blockstream, è convinto che la prima emissione possa andare letteralmente “a ruba”, anche per via della partecipazione delle cosiddette “balene” e delle mani forti del mercato. Tuttavia proprio la tokenizzazione conferirà un certo grado di democratizzazione, abbassando le barriere di ingresso.

Arrivano i Bitcoin Bond per finanziare la costruzione di Bitcoin City

Del miliardo raccolto con l’emissione del primo Bitcoin bond, 500 milioni saranno destinati per acquistare ancor più bitcoin e aumentare le riserve del Paese, mentre l’altra metà dei fondi verrà impiegata per la costruzione di infrastrutture energetiche e di mining per Bitcoin City.

Secondo Mow l’obbligazione Bitcoin sarà un modo alternativo per gli investitori istituzionali di ottenere esposizione a Bitcoin senza dover detenere la criptovaluta stessa: “Stiamo cercando di strutturarlo in modo che le persone possano presentare il Bitcoin bond a consigli di amministrazione e amministratori come una normale obbligazione perché è una normale obbligazione. Semplicemente ha una grossa fetta di Bitcoin collegata”.

I bitcoin acquistati dal Paese tramite i fondi raccolti con l’emissione dell’obbligazione saranno detenuti per un periodo di almeno cinque anni. Trascorso questo periodo di tempo una parte dei Bitcoin potrà essere venduta per erogare agli investitori cedole aggiuntive. Le cedole potranno essere pagate in dollari o in Tether (USDT), e il servizio di cambio Bitfinex è stato indicato come book runner per l’obbligazione.

Mow osserva che una volta completata l’emissione di 10 di queste obbligazioni, un controvalore di 5 miliardi di dollari di bitcoin sarà “fuori dal mercato” per diversi anni. “Se vi saranno 100 o più paesi ad emettere questo tipo di obbligazioni, si tratterebbe della metà dell’attuale capitalizzazione di mercato di Bitcoin”. E Mow è particolarmente ottimista sul futuro: “Se bitcoin nel giro di 5 anni raggiungerà un milione di dollari, e credo che lo farà, si potranno vendere bitcoin in un paio di trimestri per recuperare i 500 milioni iniziali”.

Il Fondo Monetario Internazionale punta il dito contro Bitcoin

L’annuncio del Paese ha causato una certa turbolenza sul mercato obbligazionario dei titoli di stato: le obbligazioni di El Salvador denominate in dollari hanno infatti toccato il minimo storico nel corso della giornata del 22 novembre. E’ da aprile 2021 che il valore obbligazionario ha imboccato una strada in discesa, passando dal massimo di 1,10 dollari fino al valore di 0,664 dollari nel corso della giornata di ieri. Gli investitori internazionali esprimono preoccupazione verso le mosse del Paese, che in questo modo si sta garantendo il disappunto del Fondo Monetario Internazionale, mettendo a rischio qualsiasi misura di assistenza.

Il Paese, d’altra parte, è in trattativa da diversi mesi con l’FMI per l’erogazione di un prestito da 1,3 miliardi di dollari. Trattative che potrebbero improvvisamente venire a cadere proprio per la forte convinzione del Paese nel portare avanti un’economia a base di bitcoin. A condizionare in negativo il valore delle obbligazioni di El Salvador è stato anche un pronunciamento dell’FMI avvenuto proprio ieri in merito alla richiesta di finanziamento. Il fondo ha riconosciuto che l’economia del Paese è stata in grado di riprendersi rapidamente dalle conseguenze della pandemia, ma sottolinea anche che il deficit fiscale e il debito pubblico rappresentano un problema nella gestione del paese.

Il Fondo ha inoltre accolto gli sforzi per migliorare l’inclusione finanziaria e aumentare la crescita, ma ha al contempo puntato il dito verso Bitcoin e il suo status di moneta a corso legale: “a fronte dell’elevata volatilità dei prezzi di Bitcoin, il suo utilizzo come moneta a corso legale comporta rischi significativi per la protezione dei consumatori, per l’integrità finanziaria e per la stabilità finanziaria. Il suo utilizzo dà inoltre luogo a passivi fiscali. A causa di questi rischi, Bitcoin non dovrebbe essere usato come moneta a corso legale. Lo staff raccomanda di restringere il campo di applicazione della legge Bitcoin e sollecita il rafforzamento della regolamentazione e della supervisione del nuovo ecosistema dei pagamenti”.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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