AMD EPYC con 3D V-Cache, fino a 804 MB di memoria per aumentare le prestazioni del 50%

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AMD EPYC con 3D V-Cache, fino a 804 MB di memoria per aumentare le prestazioni del 50%

Dopo essere rientrata nel mondo delle CPU per server nel 2017, AMD ha iniziato a rosicchiare anno dopo anno quote di mercato a Intel, fino a raggiungere la doppia cifra. Oggi, a seconda di come si analizza il settore, si parla di una quota tra il 10 e 20%.

In attesa dei processori EPYC basati su architettura Zen 4, nome in codice Genoa, AMD ha deciso di affidarsi alla tecnologia 3D V-Cache per dare ulteriore slancio alla sua corsa e rispondere ai futuri Xeon “Sapphire Rapids” di Intel, attesi nel Q2 2022.

Di 3D V-Cache abbiamo sentito parlare per la prima volta al Computex di Taipei in merito alla sua integrazione nella famiglia di CPU Ryzen e ulteriori dettagli sono emersi alla conferenza Hot Chips 33: fondamentalmente si tratta di aggiungere una SRAM sopra ogni chiplet di calcolo (CCD), ampliando enormemente la cache L3 a disposizione dei core. La cache aggiunta si unisce a quella già presente nei CCD per consentire alla CPU di non doversi rivolgere di continuo alla DRAM per i dati. Il risultato? Maggiore velocità, perché i core possono sbrigare molti più compiti rapidamente, avendo i dati a “portata di calcolo”.

I nuovi EPYC con 3D V-Cache (nome in codice Milan-X) non cambiano sul fronte dell’architettura, che rimane quella dei chip Milan (Zen 3). Anche il numero massimo dei core rimane lo stesso, 64. AMD afferma di aver triplicato la cache L3 a disposizione dei processori, portandola fino a 768 MB. Ai 32 MB integrati in ogni CCD si aggiungono i 64 MB impilati di 3D V-Cache, arrivando così a 96 MB per CCD.

Poiché le CPU EPYC di punta integrano 8 CCD (con 8 core), i 96 MB diventano in totale i 768 MB citati da AMD. A questi si aggiungono la cache L2 e la cache L1, per un massimo di 804 MB per socket. L’aspetto ulteriormente positivo è che queste CPU rimangono compatibili con le attuali piattaforme socket SP3 (basterà un update del BIOS e nessuna modifica ai software).

Il risultato di questo miglioramento tecnologico è un aumento prestazionale medio – rispetto agli EPYC odierni – del 50% lungo diversi carichi di lavoro che fanno capo a settori come l’analisi strutturale, calcoli di fluidinamica, EDA (Electronic Design Automation) e altro ancora. Come potete vedere dalla slide, il miglioramento prestazionale rispetto alle CPU EPYC attuali è decisamente palpabile nello scenario indicato:

AMD non è ancora pronta a condividere i nomi dei modelli e le specifiche tecniche precise, ne sapremo di più avvicinandoci all’effettivo debutto previsto nel primo trimestre 2022.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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