Amazon lancerà i primi satelliti della costellazione Project Kuiper nel 2022

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Amazon lancerà i primi satelliti della costellazione Project Kuiper nel 2022

Mentre la costellazione di satelliti Starlink di SpaceX è ormai una solida realtà (e sta iniziando ad avere clienti anche in Italia), ci sono altre costellazioni che stanno puntando alla stessa fascia di mercato. In particolare soluzioni come OneWeb possono già contare diversi satelliti in orbita. Nel prossimo futuro ci sarà però anche Amazon con la costellazione Project Kuiper.

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La società dell’ex-CEO Jeff Bezos ha sviluppato le sue soluzioni nel corso degli ultimi anni e il 2022 potrebbe vedere il debutto ufficiale dei primi due satelliti di Project Kuiper. Certo, per raggiungere il numero di unità di SpaceX ci vorrà ancora molto tempo e molto dipenderà anche dalla strategia che la società vorrà adottare. Sicuramente l’orbita bassa terrestre (LEO) sarà sempre più affollata.

Amazon e il lancio dei primi satelliti per Project Kuiper

Le ultime informazioni sulla nuova costellazione di satelliti dedicata alla connettività Internet ad alta velocità arrivano da un articolo del New York Times. Secondo quanto riportato, sul finire del 2022 potrebbero essere lanciati i primi due prototipi di satellite che faranno parte di Project Kuiper.

Lo scopo è quello di arrivare ad avere almeno 3236 unità in orbita LEO nei prossimi anni e andare così a coprire le zone del Mondo dove la connettività tradizionale è complicata. Amazon investirà circa 10 miliardi di dollari su questo progetto che diventerà una parte importante del proprio business.

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Come raccontato da Rajeev Badyal (VP della società), nel corso dei mesi sono stati provati diversi satelliti sulla Terra, ma solamente con le unità nello Spazio ci sarà modo di capire se lo sviluppo sta andando nella direzione giusta.

Project Kuiper ha già ricevuto l’approvazione da parte dell’FCC (nel 2020) e, secondo i piani, metà della costellazione sarà in orbita entro il 2026. Per lanciare i satelliti saranno impiegati i razzi di ULA grazie a un accordo multi-milionario. Lo scopo finale potrebbe essere quello di utilizzare vettori di Blue Origin come New Glenn, ma prima di tutto dovrà esserne completato lo sviluppo.

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Inizialmente i satelliti che hanno codice KuiperSat-1 e KuiperSat-2, saranno lanciati dai razzi RS1 di ABL Space Systems. Questo permetterà di ridurre i costi iniziali di lancio senza impiegare vettori più grandi e costosi (inutili in questa fase sperimentale). Questo permetterà anche ad ABL Space Systems, che è ancora una startup, di guadagnare esperienza e capitali.

Lo scopo dei primi satelliti sarà quello di provare le connessioni tra Spazio e Terra con le periferiche che saranno distribuite ai consumatori. Inizialmente saranno coperte zone come l’Asia-Pacifico, il Texas Centrale e il Sud America. Non sono ancora stati diffusi i prezzi della connettività. Per ridurre l’impatto della luminosità nel cielo ci saranno delle “alette parasole”, ma, come affermato da Badyal, non si sa se funzionerà.

Sempre Badyal avrebbe preso in considerazione più opzioni. Per esempio i futuri clienti potrebbero dover pagare per l’hardware necessario alla connessione oppure l’antenna potrebbe essere fornita gratuitamente. L’abbattimento dei costi da parte di Amazon è una priorità. Un esempio derivato dalla concorrenza arriva proprio da SpaceX dove la società realizza il proprio hardware “in perdita” (al momento): inizialmente il costo di produzione era di 3000 dollari per unità, ridotto poi a 1500 dollari. Al cliente finale però il prezzo è fissato a 499 dollari.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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