La Tesla Model Y diventa Hyper Hybrid: ma è davvero migliore dell’elettrico?

Another ICT Guy

La Tesla Model Y diventa Hyper Hybrid: ma è davvero migliore dell’elettrico?

L’idea è della Germania, dove la ministra della ricerca Anja Karliczek ha recentemente mostrato un veicolo Hyper Hydrid basato su Tesla Model Y per promuovere le tecnologie “green hydrogen” in seno al progetto Carbon2Chem. L’auto è stata convertita per utilizzare metanolo sintetico come carburante in sinergia delle batterie integrate, sfruttando i vantaggi dei due mondi per affrontare le sfide sul cambiamento climatico che l’umanità è chiamata ad affrontare nei prossimi anni. Un progetto interessante soprattutto per il mondo dei trasporti in cui il solo apporto delle batterie appare ad oggi difficile usando le tecnologie attuali.

Carbon2Chem è un progetto che punta a ridurre l’impatto delle industrie pesanti in termini di CO₂, un settore in cui ad oggi il full electric non può rappresentare una soluzione efficace. L’obiettivo di produrre auto a basso impatto ambientale è encomiabile, tuttavia la scelta della Model Y, uno dei veicoli più efficienti in circolazione e a più basso impatto ambientale, non è stata forse delle migliori secondo i puristi del full electric. Teslarati, che ha riportato la notizia, ha scritto in merito: “La Germania ha preso un veicolo elettrico a batteria perfettamente funzionante, lo ha modificato con un motore a metanolo sintetico e lo ha definito un’opera di vera innovazione”. Ma in realtà un motivo c’è.

Tesla Model Y diventa “Hyper Hybrid”, ecco il concept della Germania

Secondo Anja Karliczek l'”idrogeno verde” è un’arma fondamentale per il contrasto al cambiamento climatico, all’interno di una visione che al momento appare più realistica rispetto al “full electric” a tutti i costi di alcuni visionari del mondo dell’automotive (fra cui lo stesso Musk, che si è scagliato contro l’idrogeno per via della maggiore efficienza dell’elettrico).

Di seguito pubblichiamo un estratto del comunicato scritto dalla ministra tesdesca:

“La protezione del clima può avere successo solo con l’idrogeno verde. Ecco perché stiamo già fornendo un sostegno massiccio alla ricerca sull’uso dell’idrogeno verde, anche se nei prossimi anni sarà necessario intensificare gli sforzi. Soprattutto nell’industria e nei trasporti, in futuro continueremo ad avere bisogno di fonti energetiche chimiche. Non tutti i processi industriali possono essere completamente decarbonizzati. La CO₂ continuerà a essere prodotta e abbiamo bisogno di soluzioni.

Oggi stiamo costruendo un ponte molto interessante tra questi due punti: l’uso del metanolo dalla CO₂ ‘riciclata’ dall’industria come carburante nel trasporto su strada. Ma l’auto a metanolo stessa è anche una ‘vetrina dell’innovazione’ per le risorse a basse emissioni – e la mobilità efficiente dal punto di vista energetico di domani. I carburanti sintetici hanno un ruolo importante da svolgere nel rendere possibile un sistema di mobilità sostenibile e rispettoso del clima in tutto il mondo.

Questo è importante nel trasporto marittimo e aereo, o dove una stazione di ricarica per l’auto elettrica potrebbe non essere sempre disponibile in futuro. Soprattutto lì, l’unità ibrida seriale può essere una buona soluzione in prospettiva”.

Insomma, la Model Y è stata utilizzata strategicamente in termini di comunicazione, sfruttando il brand per far parlare del progetto Carbon2Chem in tutto il mondo e non per sostituire il full electric come soluzione più efficiente (la Model Y originale è più efficiente). Il progetto ha quindi risvolti interessanti visto che punta a offrire il meglio dei due sistemi di propulsione, aggirando il problema della ricarica: da una parte c’è infatti l’indiscutibile efficienza del sistema elettrico, dall’altra la possibilità di utilizzare un carburante facilmente accessibile e ottenuto in maniera sostenibile.

“Le fonti energetiche a base di carbonio come il metanolo sono elementi fondamentali. Il concept che abbiamo appena presentato combina i vantaggi della guida elettrica e quelli del metanolo sintetico, un carburante ad alta densità energetica e facilmente accessibile”, ha infine commentato il coordinatore del progetto Robert Schlögl, Direttore del Max Planck Institute for Chemical Energy Conversion.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *