Cina, illegali tutte le transazioni in criptovaluta: crollo Bitcoin ed Ethereum

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Cina, illegali tutte le transazioni in criptovaluta: crollo Bitcoin ed Ethereum

La Cina ha ribadito le sue nette posizioni volte a contrastare le transazioni in criptovaluta. La Banca centrale cinese (Pboc) tramite una nota ha annunciato una ferma repressione sui mercati, definendo “illegali” tutte le transazioni in criptovaluta. Per effetto di questi annunci, Bitcoin ha ceduto il 3,62%, passando a a 42.367 dollari, con un calo settimanale del 9,75%. Sotto pressione anche Ethereum, che cede il 7,44% a 2.880,08 dollari, arretrando del 16,94% su base settimanale.

Criptovalute illegali in Cina

Non è certamente la prima volta che dalla Cina arrivano segnali di guerra nei confronti delle criptovalute, anche se l’annuncio di oggi da parte della banca centrale rappresenta una svolta drastica. La Pboc sul suo sito web ha scritto che tutte le criptovalute, inclusi Bitcoin e Tether, non sono considerate valuta legale e non possono circolare sul mercato nazionale.

Bitcoin

Verrà impedito alle istituzioni finanziarie, alle società di pagamento e alle società Internet di facilitare il trading di criptovalute e rafforzato il monitoraggio dei rischi derivanti da tali attività. La banca centrale cinese ha inoltre vietato agli exchange esteri di fornire servizi agli investitori cinesi tramite Internet. Le transazioni sono “decisamente vietate in conformità con la legge”, ha affermato la Pboc nella sua dichiarazione.

La notizia giunge quando le autorità cinesi sono alle prese con i crack Evergrande e Gearbest. Le agenzie governative a livello locale e le imprese statali sono state incaricate di intervenire per gestire le conseguenze nel caso Evergrande non riesca a gestire la propria crisi finanziaria in modo ordinato. In particolare, le autorità centrali hanno avvertito le agenzie governative che agiscono a livello locale di prepararsi a una “possibile tempesta”.

Già a giugno un comitato del Consiglio di Stato cinese guidato dal vice premier Liu He annunciava un giro di vite sulle valute virtuali come parte degli sforzi per ridurre i rischi finanziari, facendo crollare il prezzo di Bitcoin e scoraggiando il mining (qui altri dettagli). La decisione portò al crollo dei prezzi delle schede video, con molti miner che si videro costretti a vendere la propria GPU. È possibile, dunque, che le nuove decisioni degli istituti governativi cinesi possano portare a un calo delle schede video in tutto il mondo.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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