Le nuove immagini dei getti generati dal buco nero della galassia Centaurus A

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Le nuove immagini dei getti generati dal buco nero della galassia Centaurus A

Grandi giornate per lo Spazio! Se da un lato abbiamo l’impresa di Blue Origin, dall’altro c’è anche la ripresa delle attività per il telescopio spaziale Hubble. Ma non è finita qui! Infatti, sempre in queste ore, i team che collaborano all’Event Horizon Telescope (EHT) hanno pubblicato un nuovo lavoro che riguarda il getto del buco nero di Centaurus A.

eht buco nero

Le differenze osservative tra i getti di Centaurus A (primi due) e M87 (il terzo)

In passato il progetto dell’EHT aveva dato la possibilità di dare uno sguardo ravvicinato al centro della galassia M87. Inoltre sempre grazie ai suoi dati era stato possibile evidenziare i campi magnetici di M87* e al suo disco di accrescimento per studiarne meglio la struttura. Non c’è invece ancora un’immagine del centro galattico della Via Lattea, per via di alcune problematiche legate alla polvere e alla struttura stessa. A questo obiettivo si sta comunque lavorando.

Il buco nero di Centaurus A come visto dall’EHT

Come detto, il team questa volta si è focalizzato sulla radiogalassia (galassia che ha un’elevata emissione di microonde) Centaurus A. Lo scopo, ancora una volta, era andare a caccia del buco nero supermassivo che si trova al suo centro. Grazie alle potenzialità del “telescopio virtuale” è stato possibile vedere il grande getto che scaturisce da quest’ultimo.

eht centaurus a

Il lavoro è stato presentato nello studio su Nature Astronomy dove sono presenti tutti i dettagli. Il buco nero di Centaurus A ha una massa di 55 milioni di masse solari ed è quindi più piccolo di M87* (6,5 miliardi di masse solari) ma più grande di Sagittarius A* (4 milioni di masse solari).

Grazie all’EHT (che sfrutta la very-long-baseline interferometry, VLBI) è stato possibile catturare il centro galattico con frequenze superiori di dieci volte (1,3 mm) e una risoluzione di sedici volte superiore (25 µas). Come altri buchi neri, anche quello all’interno di questa galassia attira a sé gas e polveri ma nel processo (e grazie anche agli enormi campi magnetici), parte della materia riesce a sfuggire prima di superare l’orizzonte degli eventi.

Queste particelle che sfuggono al buco nero vengono accelerate raggiungendo velocità elevatissime e creando veri e propri getti che si estendono per anni luce. Insieme alle teorie, servono nuovi dati sperimentali per comprendere queste dinamiche e proprio a questo potrebbe servire l’EHT.

Studiare i getti per capire il centro delle galassie

Quello che è stato evidenziato nel getto generato da Centaurus A* è che risulta più luminoso ai bordi rispetto al centro. Come ricordano gli scienziati, non si tratta di “una prima volta”, ma mai questo fenomeno era stato osservato così chiaramente.

centaurus a

La zona segnalata dal cerchio bianco è dove si dovrebbe trovare il buco nero

Il perché succeda non è ancora chiaro. I dati sperimentali però hanno permesso di ridurre il numero di modelli teorici applicabili in questo caso. Grazie all’osservazione del getto dovrebbe essere possibile trovare l’esatta posizione del buco nero di Centaurus A. In futuro sarà quindi possibile avere un’immagine ravvicinata di quest’ultimo dove potremo conoscere similitudini e differenze con M87* (e gli altri che verranno osservati nel corso degli anni).

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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