I dettagli del nono volo da record di NASA Ingenuity su Marte

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I dettagli del nono volo da record di NASA Ingenuity su Marte

Abbiamo scritto nella giornata di ieri che il JPL aveva annunciato il 6 Luglio la riuscita del nono volo di NASA Ingenuity su Marte. Nel comunicato iniziale però c’erano solo alcuni dati parziali e non i dettagli di questo importante test, uno dei più complessi dall’inizio della missione del drone.

nasa ingenuity marte

Bisogna infatti considerare che in questo test la distanza, il tempo di volo e la velocità massima erano in tutti i casi superiori a quanto visto nelle precedenti prove. Una vera e propria sfida per il piccolo elicottero che si trova sul Pianeta Rosso nelle vicinanze del rover NASA Perseverance. Ora finalmente gli ingegneri del JPL ci hanno dato notizie più complete.

I dettagli del nono volo di NASA Ingenuity

Secondo quanto riportato nell’ultimo post sul blog ufficiale della missione, anche il nono volo è stato un successo (ma questo lo sapevamo già). A differenza di quanto scritto in precedenza, il volo non è avvenuto il 4 Luglio ma il 5 Luglio alle ore 11:03 (orario italiano). Per questo le informazioni complete sono arrivate con qualche giorno di ritardo.

NASA Ingenuity per questo volo ha dovuto percorrere la distanza record di 625 metri restando in aria per 2 minuti e 46 secondi. Anche se può sembrare poco, si tratta di una distanza ragguardevole e superiore a quella ottenuta sommando i precedenti quattro voli.

Come sottolineato dagli ingegneri però, non era quello il punto focale del test quanto piuttosto dimostrare che soluzioni come i droni possono superare zone insidiose per i rover. In particolare l’elicottero ha potuto sorvolare la zona chiamata Séítah che ha una superficie sabbiosa e con dune.

Per via dell’altimetro laser utilizzato dal drone (che funziona con buona precisione fino a una quota di 10 metri) si è sempre cercato di volare su terreni pianeggianti. Con il nono volo però le cose sono cambiate per via della presenza di dune sabbiose.

nasa marte

Le nuove sfide di Ingenuity e alcuni “trucchi”

Gli ingegneri non pensavano di potersi spingere così avanti con le dimostrazioni quando hanno sviluppato la missione. Quindi il sistema di volo utilizza un algoritmo che evita di calcolare l’effettiva altitudine dal suolo “facendogli credere” di volare su un terreno pianeggiante visto che le missioni erano pensate effettivamente per volare su superfici piane. Questo ha permesso di ridurre la complessità dei calcoli evitando che si potessero creare problemi e quindi causare poi difficoltà di orientamento fino alla perdita del drone.

Nella zona di Séítah ci sono però delle dune, come spiegato sopra. Per ovviare al problema di un algoritmo che “pensa” di volare su un terreno pianeggiante quando questo non lo è, si è quindi adottato lo stratagemma di adattare la velocità di volo alla situazione.

Volando a velocità ridotte il sistema di navigazione ha più tempo per elaborare i dati e quindi può essere più preciso quando ci si sposta su terreni non pianeggianti. Questo comporta “sprecare” del tempo di volo ma riduce la possibilità di generare errori.

L’algoritmo è stato poi corretto in alcuni punti, pur non potendolo modificare per implementare la correzione della navigazione su terreni con dune. Ultima modifica è stata apportata alla zona di atterraggio che è stata portata ad avere un raggio di 50 metri, quindi più grande delle precedenti. Questo ha dato maggiore margine di manovra a NASA Ingenuity per centrare l’obiettivo.

Un’altra buona notizia è che il drone è riuscito a catturare ancora immagini a colori con la fotocamera da 13 MPixel. Le fotografie verranno scaricate la prossima settimana e saranno fondamentali per NASA Perseverance e la missione nella stessa zona (in particolare le fratture superficiali chiamate “Raised Ridges”). Sempre grazie alle fotografie a colori sarà possibile avere un sguardo più da vicino alla zona di “Pilot Pinnacle” dove si trovano degli affioramenti rocciosi che un tempo erano sul fondo del lago Jezero. Questo sarà interessante perché è possibile che il rover non riuscirà a raggiungerli per rispettare la sua roadmap e quindi le immagini raccolte da Ingenuity saranno le uniche ravvicinate che gli scienziati potranno studiare.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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