Wolfire Games denuncia Valve: Steam è un monopolio, sopprime la concorrenza

Another ICT Guy

Wolfire Games denuncia Valve: Steam è un monopolio, sopprime la concorrenza

Wolfire Games, sviluppatore di Overgrowth e Receiver, ma anche “creatore” del primo Humble Bundle, ha depositato una class action contro Valve Software (Steam) accusandola di monopolio. Ne scrive PC Gamer, ma anche il sito di settore Law Street Media.

Secondo i querelanti, l’azienda guidata da Gabe Newell abusa della propria posizione di mercato nel settore dei giochi PC e sopprime la competizione. In questo modo l’azienda riesce a ottenere una commissione ritenuta troppo elevata – il 30% fino a un giro d’affari di 10 milioni di dollari – da ogni transazione che avviene sul proprio store digitale.

Nei documenti depositati presso la corte distrettuale ovest di Washington, si afferma che il mercato dei giochi PC genera da solo almeno 30 miliardi di dollari l’anno e, di tali vendite, “circa il 75% passa attraverso la vetrina online di una singola azienda, Valve“. Steam “domina la distribuzione dei giochi PC” e proprio per questo Valve può permettersi di chiedere una commissione del 30%.

I querelanti sottolineano che sebbene negli ultimi anni siano nati negozi alternativi come l’Epic Games Store che chiedono commissioni tra il 10 e il 15%, la situazione di mercato non sia significativamente mutata perché Valve “abusa del suo potere di mercato per garantire che gli editori di giochi non abbiano altra scelta che vendere la maggior parte dei loro titoli tramite Steam Store” al fine di raggiungere quanti più giocatori possibili e far fruttare al massimo i loro investimenti.

Sembra la classica situazione da “cane che si morde la coda”, senza uscita. Wolfire Games aggiunge che pubblicare un gioco su Steam significa anche rispettarne i termini di servizio, accettando determinati vincoli sul prezzo che assicurino a Valve che altri negozi non risultino troppo competitivi. Valve può (e lo fa, secondo Wolfire Games) impedire agli sviluppatori di fissare prezzi più bassi su store “non Steam” e vendere chiavi a prezzi inferiori tramite altri distributori.

La situazione odierna è quindi sfavorevole tanto per chi crea giochi quanto per chi ne fruisce. “Per potersi permettere la commissione del 30% di Valve, gli editori devono aumentare i prezzi e possono permettersi di investire meno risorse in innovazione e creazione”, riporta un passaggio della causa. “I giocatori risultano danneggiati in quanto si trovano a pagare di più per via delle alte commissioni di Valve. La concorrenza, la produzione e l’innovazione vengono soppresse in modi che non possono essere del tutto riparati dai soli danni”.


Overgrowth

Il monopolio di Steam sarebbe inoltre provato anche dai tentativi di colossi come Electronic Arts e Microsoft che non sono riusciti a sfondare: i loro store hanno quote di mercato ridotte e per questo motivo entrambe le società hanno riportato i loro giochi su Steam dopo aver tentato il cammino solitario.

Nella causa si cita anche l’Epic Games Store, che appare l’avversario più solido di Steam, e se ne parla senza mezzi termini come di un fallimento perché la posizione ottenuta (il 15% del mercato a giugno 2020) è figlia di una spesa di centinaia di milioni di dollari in accordi esclusivi con gli editori. Si menziona ad esempio quello per Borderlands 3, che seppur sia diventato il gioco PC più venduto di sempre nella storia di 2K Games, fu vittima di boicottaggio e review bombing da parte di un gruppo di giocatori solo perché non disponibile su Steam.

Leggi anche: Microsoft Store: agli sviluppatori di giochi PC l’88% degli incassi, come Epic Games Store

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *