Legge sul Copyright: anche l’Italia dice sì

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Legge sul Copyright: anche l’Italia dice sì

Il Senato ha recepito la direttiva Ue sul copyright di cui si è tanto parlato negli ultimi anni (la cui stesura risale al 2019). La Camera aveva approvato la direttiva già tre settimane fa. Si tratta di un passaggio storico per l’editoria sul web, visto che i suoi principali esponenti da anni chiedono ai giganti del web di fornire una retribuzione per lo sfruttamento e la condivisione delle opere di loro proprietà.

Direttiva Ue sul copyright ora legge anche in Italia

La norma intende proprio risolvere il problema dell’uso indiscriminato del lavoro degli editori, che nel corso degli anni ha portato a una sua consistente svalutazione. Ora, saranno i decreti attuativi governativi, da approvare entro il 7 giugno, a definire i dettagli, che saranno cruciali per determinare come funzionerà la Legge sul Copyright nella nostra nazione. La direttiva Ue è stata considerata insufficiente al punto da indurre le associazioni degli editori europei (Emma, Enpa, Epc, Nme) a mobilitarsi nel tentativo di renderla più efficace. Le prime applicazioni in altri paesi hanno comunque portato Google e Facebook a raggiungere accordi con gli editori per la condivisione dei contenuti.

Senato

La norma, che venne approvata dal Parlamento europeo il 15 aprile 2019 con il voto contrario dell’Italia e di altri cinque paesi, punta a creare le condizioni per gli editori per negoziare accordi con i giganti del web come Google e Facebook e ottenere una retribuzione per la condivisione dei contenuti.

L’articolo 15, in particolare, conferisce agli stati membri dell’Unione il compito di assicurarsi che i giornalisti creatori di contenuti ricevano un giusto compenso nella forma di una quota adeguata rispetto agli introiti dei loro editori. Secondo l’articolo 17, la piattaforma di aggregazione deve sempre ottenere un’autorizzazione per poter usare i contenuti dell’editore. Nel caso si presentassero violazioni del diritto d’autore la responsabilità ricadrà sempre sulla piattaforma online e non sul singolo utente.

Fonte: http://feeds.hwupgrade.it/

 

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